È un disco coriaceo, spigoloso ed osseo, questo "Sangu", lavoro che, a distanza di pochi mesi dalla raccolta di singoli "Pomodori Calabresi", segna il ritorno di Fabio Macagnino, cantautore ed attore calabro-tedesco, che, fra queste colonne, avevamo lasciato alle prese con "Candalia". Prodotto ed arrangiato da Mujura, già al fianco di Eugenio Bennato, il disco si apre con i nervi ritmici di "Eu non perdunu", inaciditi dai riff metallici del bouzouki e dagli ostinati forsennati degli archi. Anche "Cani lordu" segue trame simili, con un pattern ritmico secco, allungato da un basso elastico, ed i fraseggi della ciaramella a piazzarsi come tarlo nelle orecchie.